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Il poker passa da gioco di azzardo a gioco di abilità in Svizzera

Si credeva l'affare ratificato ed il poker definitivamente un gioco d'azzardo, ma ecco che da gioco d’azzardo è passato a gioco di abilità. Piuttosto ben giocato…  
L'origine del disaccordo in materia di definizione del poker è sorto in Svizzera e secondo la legge, il poker, molto valutato in questo paese, fra altre nazioni grandi appassionate di questo gioco di carte, dichiara che un gioco d'azzardo  si gioca nei locali di un casinò e non fuori delle sue pareti. Realtà dura per gli appassionati del poker che non la vedono in questo modo, soprattutto quando i club nascono come funghi, in tutto il paese.

Il poker è un gioco che, da qualche anno, si sta ampliando ed ha difficoltà a contenersi nei soli locali delle case da gioco. Con il suo numero che cresce regolarmente e la sua esplosione dai giovani e dai meno giovani, i nuovi, dilettanti, appassionati o gli stessi professionisti, ecco che il poker non è percepito in modo omogeneo. Di nessuno diranno che è un gioco d'azzardo. Tutto altro, al contrario, che è un gioco di abilità e che è con questa sola pendenza che si può guadagnare del denaro…

Di semplice concetto a disaccordo reciproco, passando per negoziati e depositi di reclamo, ecco che i casinò debuttano nei tribunali amministrativi federali che autorizza i tornei di Texas Hold'em poker al di fuori dei casinò, in altre parole che il poker, con puntate di denaro, può giocarsi ovunque in Svizzera… e neanche una esclusiva delle case da gioco. Le notizie hanno fatto rumore ed è grazie al sollevamento della Commissione Federale delle Case da Gioco (CFMJ) che il tribunale amministrativo ha appoggiato questa domanda e si è messo sulle spalle la Commissione, nella sua percezione che il poker è un gioco d'indirizzo. Ciò che ha permesso quasi duecento tornei privati, al grande danno di un mezzo particolarmente scottato e che non è diverso che i casinò terrestri, grande precursori di questo gioco che fa furia.


La Federazione Francese dei Casinò ha male accusato il colpo e deplora che le misure che si imponevano loro non hanno nulla da vedere con quelle dei club privati, più esposti ad un riciclaggio di denaro, ad una protezione troppo leggera ed un rischio di dipendenza aumentato per i giovani ed altre persone “sensibili”, anche se la Commissione federale non autorizza soltanto un giocatore che scommetta oltre 500 franchi francesi.

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